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Il gruppo nasce dall'esigenza di informare le famiglie su:
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DOCUMENTI E INSERZIONI DELL' AVVOCATO ROBERTO MASTALIA

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Denunciato uno dei massimi esperti sulla somministrazione di psicofarmaci ai bambini

DANNI DA VACCINAZIONI E MALASANITA'
LA ASL N. 3 DI FOLIGNO HA SCRITTO A SERVIZI SOCIALI E TRIBUNALE PER I MINORENNI PERCHE' UNA COPPIA NON HA VACCINATO I PROPRI FIGLI; SARA' IL CASO DI INTERVENIRE PER SCONGIURARE DA UNA PARTE LA POSSIBILITA' CHE DEI GENITORI COSCIENZIOSI POSSANO ESSERE TRATTATI DA SCAPESTRATI.
FORSE SAREBBE ANCHE IL CASO DI INIZIARE A DENUNCIARE LE ASL PER ABUSO D'UFFICIO PER TUTTI I CASI IN CUI LA DENUNCIA NON ABBIA ALCUN FONDAMENTO E SIA SOLO UN MODO PER FARE ILLEGITTIMAMENTE PRESSIONE!!

Scuola, il Tar della Sardegna riconosce il risarcimento del danno esistenziale

ARTICOLO

Scuola, il Tar della Sardegna riconosce il risarcimento del danno esistenziale

 

Con una sentenza del novembre 2011 il Tar Sardegna condanna l'amministrazione scolastica a risarcire i danni esistenziali causati dalla mancata assegnazione di una cattedra di sostegno ad alunni con disabilità grave certificata

di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale Fish

Interessante pronuncia del Tar della Sardegna che conferma un orientamento sempre più consolidato: la condanna dell'amministrazione scolastica al risarcimento dei danni esistenziali a causa della mancata assegnazione di un'intera cattedra di sostegno ad alunni certificati con grave disabilità. Nella motivazione si legge che: "L'operato dell'amministrazione scolastica che riduce ai minori, portatori di handicap in situazione di gravità, il numero di ore di sostegno, disattendendo la richiesta formulata dalla scuola, è illegittimo. Pertanto deve essere affermato il principio secondo cui non può in ogni caso costituire impedimento all'assegnazione, in favore dell'allievo disabile, delle ore di sostegno necessarie a realizzare il proprio diritto, il vincolo di un'apposita dotazione organica di docenti specializzati di sostegno, giacché la legge 449/1997 assicura comunque l'integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell'handicap, compreso il ricorso all'assunzione con contratto a tempo indeterminato di insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni in presenza di handicap particolarmente gravi, consentendo così di garantire all'alunno bisognevole, l'integrazione scolastica attraverso il miglioramento delle sue possibilità nell'apprendere, comunicare e socializzare". Il danno - secondo il Tar Sardegna - è individuabile negli effetti che la seppur temporanea diminuzione delle ore di sostegno subita provoca sulla personalità del minore, privato del supporto necessario a garantire la piena promozione dei bisogni di cura, istruzione e partecipazione a fasi di vita normale. Il danno è stato quantificato in 1.000 euro per ogni mese di mancato sostegno nel rapporto 1/1 da parte dell'amministrazione scolastica, tenendo conto anche della reiterazione del comportamento di illegittima negazione delle ore di sostegno dovute.

Da questa motivazione emerge con chiarezza che, in presenza di un diritto costituzionalmente garantito, l'amministrazione non può trincerarsi, per negare le ore di sostegno secondo le effettive esigenze, dietro la giustificazione burocratica che l'organico assegnato non consente l'assegnazione di ore aggiuntive. La sentenza cita, infatti, l'articolo 40 della legge 449/1997 confermata dalla sentenza 80/10 della Corte Costituzionale in base al quale i dirigenti scolastici devono stipulare contratti per la nomina di docenti in esubero rispetto all'organico assegnato. Importante anche la motivazione della condanna dell'amministrazione scolastica al risarcimento dei danni non patrimoniali: il Tar fa scaturire questa condanna dal comportamento protratto in omissione dell'ufficio scolastico regionale nell'assegnare il maggior numero di ore di sostegno, malgrado fossero state regolarmente richieste dalla scuola. Effetto di tale comportamento omissivo è stata la sofferenza dell'alunno costretto ad avere un numero di ore di sostegno inferiori a quelle che gli spettavano in base alle sue effettive esigenze (documentate nella diagnosi funzionale e nel Pei). Interessante è anche l'ammontare del risarcimento stabilito dal Tar in modo equitativo in 1.000 euro per ogni mese di ritardo.

A differenza di altre decisioni analoghe, questa sentenza condanna l'amministrazione anche alla rifusione delle spese sostenute dai genitori dell'alunno. Troppo spesso i Tar avevano compensato le spese con la motivazione che non fosse sufficientemente motivato il danno non patrimoniale o che la questione posta era piuttosto nuova e quindi giustificava la resistenza dell'amministrazione. Questa sentenza è chiarissima invece nel condannare alle spese l'amministrazione poiché essa doveva ormai conoscere quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale 80/10 e cioè che un diritto costituzionalmente garantito, come quello al sostegno in deroga per l'inclusione di alunni con gravi disabilità, non può essere affievolito per problemi di tagli al pubblico bilancio. Quindi sembra che si stia ormai consolidando sia il principio dell'inderogabilità ai diritti costituzionalmente garantiti, sia quello al risarcimento dei conseguenti danni non patrimoniali. Infine, non va dimenticato che l'enfasi posta sulle ore di sostegno non deve far passare in sordina l'importanza costituita, per un'effettiva qualità dell'inclusione, dai docenti curricolari che devono essere sufficientemente preparati e avere classi non numerose, come più volte ripetuto dagli esperti e dalle famiglie.

(5 gennaio 2012)